giovedì 16 aprile 2009

Appuntamenti

Segnalo alcuni appuntamenti particolarmente significativi per i prossimi giorni:

Venerdì 17 aprile
ore 18.45 presso le ex scuole elementari di CARPENETO
Il Circolo Pozzuolo Democratica propone l'incontro pubblico con Mario DA PORTO (segretario dell’Ordine dei Medici di Udine)
servizi socio-sanitari territoriali:
proposte per il miglioramento

ore 19.00 presso la Sala Riunioni del Municipio di PAVIA DI UDINE
Incontro pubblico promosso dal Comune di Pavia di Udine
dedicato al progetto di "realizzazione dell'elettrodotto
Udine Ovest-Redipuglia"



Sabato 18 aprile
ore 16,00 presso il Castello di Udine, salone del Parlamento
SULLE POLITICHE DISCRIMINATORIE IN FRIULI VENEZIA GIULIA
interverrano Pierluigi Di Piazza, Fracesco Milanese e Franco Belci.

Martedì 21 aprile
ore 18.30 presso la sala paolino d'aquileia a UDINE
USCIRE DIVERSI E MIGLIORI DALLA CRISI ECONOMICA GLOBALE
incontro con WALTER VELTRONI

domenica 15 marzo 2009

Assemblea di Circolo: mercoledì 25 marzo '09



Ai partecipanti alle Primarie del 14 ottobre
e alla costituzione del Circolo “Pavia Democratica”

Cara amica e caro amico,
è passato più di un anno dalla costituzione del Circolo di Pavia di Udine del Partito Democratico. Il 9 febbraio 2008 abbiamo scelto di dare gambe anche nel nostro territorio alla speranza di ridare alle persone il protagonismo della politica e alla politica la forza di proseguire il cammino verso la democrazia.

È stato un anno difficile che ha fiaccato i primi entusiasmi e che ci costringe a declinare e a riscoprire la categoria di “resistenza” in contesti diversi da quelli in cui eravamo abituati a collocarla pensando alla nostra storia democratica.

Il rispetto della vita e della libertà di ogni uomo e il diritto di ciascuno a partecipare al governo della comunità in cui vive, oggi, non sono minacciati da totalitarismi violenti e prevaricatori, ma da demagogie, populismo, indifferenza e individualismo che svuotano i valori di uguaglianza, libertà e solidarietà.

Il Partito Democratico sta affrontando questa crisi – anche al proprio interno – investendo sulla capacità delle persone di ridestarsi dall'indifferenza, di scegliere il bene proprio e della comunità e di produrre proposte di progresso e rinnovamento. Per questo il PD sceglie la strada della trasparenza e del coinvolgimento.

L'Assemblea di mercoledì 25 marzo sarà proprio l'occasione per confrontarci sui temi che più urgentemente ci chiamano a prendere posizione: le prossime elezioni (le amministrative nel nostro Comune in particolare), il cammino verso il Congresso del Partito, le scelte e le proposte fatte per rispondere alla crisi economica.

Ti chiediamo di esserci per conoscere i passi fatti fin ora e portare il tuo contributo. Un saluto cordiale.

Pavia di Udine, 13 marzo 2009

Il coordinatore del Circolo “Pavia Democratica”
Raffaele Fabris

mercoledì 4 marzo 2009

Umberto Zanfagnini: ricordo di un democratico

Domenica 1° marzo Giorgio Baiutti - consigliere regionale del Partito Democratico - è intervenuto alla cerimonia di intitolazione ad Umberto Zanfagnini del piazzale antistante la scuola media. Riportiamo di seguito il suo ricordo del politico originario di Lauzacco, perchè le sue ci sono sembrate parole capaci di ricordarci come la democrazia non sia un dato scontato - magari in una costituzione - ma un valore e una speranza continuamente da ri-costituire.

Cercherò di ricordare l’attività politica di Umberto Zanfagnini sulla base delle testimonianze che ci ha lasciato e ne delineano la forte dirittura morale soprattutto a quanti, come me, non l’hanno direttamente conosciuto.

Fu un protagonista della resistenza, un uomo politico impegnato con personalità di primo piano della lotta di liberazione e del dopoguerra, un professionista serio e preparato, uomo sensibile e discreto.

Quando morì nel 1984 Loris Fortuna lo definì “specchio della severità, del rigore e dell’onestà dei socialisti friulani”.

La storia di Umberto è la storia della generazione protagonista della lotta di liberazione, dei CNL e del grande impegno per costruire le basi democratiche della Repubblica Italiana uscita dalle prove laceranti del fascismo e della guerra .

La sua storia è comune a personalità importanti della resistenza che egli ebbe la fortuna di conoscere e frequentare come Parri, Calamandrei, Codignola, Greppi e di figure come Giovanni Cosattini, Sindaco di Udine e Presidente del CNL che egli definì “mio maestro di socialismo e democrazia”. Da membro del CNL provinciale militò inizialmente nella Democrazia Cristiana, un’esperienza vissuta come impegno per la “liberazione dell’uomo e per una profonda trasformazione sociale” e se ne allontanò quando percepì che settori importanti del partito tendevano al rinvio dell’elezione della Costituente e del referendum istituzionale, prolungando il regime luogotenenziale e puntando alle sole consultazioni amministrative per sostituire le giunte nominate dai Comitati di liberazione nazionale.

Da questa riflessione, più che dalle valutazioni figlie di quel periodo storico, che Zanfagnini fece sull’allontanamento della DC dal “messaggio cristiano e dalla vera rappresentanza operaia e popolare dell’esperienza sturziana”, emerge una sintonia con Piero Calamandrei, uno dei grandi protagonisti dell’Assemblea costituente che, in un discorso pronunciato in Piazza santa Croce a Firenze il 14 ottobre 1945, metteva in guardia sui pericoli che venivano portati proprio alla Costituente “da coloro che la temono, perché sanno che porterà la repubblica, l’autonomia regionale, lo Stato decentrato e una democrazia vera e piena , basata non soltanto sui diritti politici del cittadino, ma anche sui diritti sociali del lavoro, primo titolo di dignità umana e di libertà morale. C’è gente timorosa che non ha il coraggio di opporsi a viso aperto alla Costituente: oggi a parole tutti sono per la Costituente, come a parole tutti sono democratici …” Pochi giorni prima Zanfagnini rassegnò le dimissioni dalla DC e aderì al Partito Socialista di Gino Pieri, Felice Feruglio, Carlo Pignat, Ernesto Piemonte, per citarne alcuni, pur evidenziando le doti, i valori autentici e gli ideali di figure come Tiziano Tessitori. Ebbe più volte modo di sottolineare come la conquista della libertà si fosse raggiunta grazie all’alleanza e alla solidarietà di forze politiche diverse, talvolta divise sulle prospettive dell’assetto statuale del confine orientale, ma accomunate dalla volontà di riscattare l’Italia dal fascismo.

Umberto Zanfagnini, pur essendo fautore di una politica dei socialisti autonomista, già dopo il 1948 definì come errori imperdonabili per il futuro del riformismo italiano sia il patto del Fronte popolare democratico Popolare con il PCI, che la scissione di palazzo Barberini del 1947.

L’anno successivo entrò in parlamento, unico in rappresentanza del movimento socialista friulano, dal momento che i candidati eletti dal Fronte furono quelli di estrazione comunista.

L’”anima irrequieta e ribelle”, come fu definita, di Umberto emerse sulla contrarietà alla cosiddetta legge “truffa” del 1953 che lo portò a dar vita a Unità Popolare, promossa da molti azionisti come Parri e Calamandrei che si opposero con ogni mezzo al “disegno conservatore e reazionario” della modifica del sistema elettorale, come ebbe modo di definirlo e che costituisce la parte preponderante del suo libro “una battaglia democratica e socialista”, uscito nel 1977.

In esso viene riportato anche il discorso tenuto alla Camera dei Deputati il 16 gennaio 1953, nel quale lucidamente spiegò le ragioni, molto attuali, della sua contrarietà alla legge, contestando il ricorso al voto di fiducia chiesto dal Governo, visto come “lesione della libertà e sovranità della Camera su una materia, quella elettorale, rispetto alla quale l’esecutivo doveva mantenersi estraneo”.

Zanfagnini manifestò la propria contrarietà ad alterazioni al sistema elettorale a vantaggio di uno schieramento e denunciò la sudditanza alla DC dei Socialdemocratici, ma anche dei partiti laici eredi della tradizione risorgimentale, sul principio di difesa delle regole democratiche sancite dalla carta costituzionale.

Dopo l’uscita dal PSDI e l’adesione a Unità Popolare, che adottò per le elezioni il simbolo delle società operaie delle due mani che si stringono, Zanfagnini condusse una campagna elettorale senza organizzazione di partito, e contribuì anche con il successo della nuova formazione politica in Friuli a non far scattare il premio di maggioranza che avrebbe comportato uno scarto di ben 170 seggi tra maggioranza ed opposizione.

Anche nel momento della sua affermazione in Friuli e del forte calo dei consensi del PSDI, Zanfagnini ebbe parole di grande stima e considerazione verso Giovanni Cosattini candidato dei Socialdemocratici, visto “come una figura di uomo e socialista consacrata alla storia del movimento operaio e dell’epopea della resistenza”.

Confluì con buona parte degli azionisti nel PSI, accolto da Fermo Solari e interpretò negativamente le prospettive del socialismo riformista italiano di fronte alle divisioni, fratture, scissioni dal 1947 in poi, interpretate come storia di un declino che si sarebbe dovuto evitare nell’interesse delle prospettive politiche del nostro Paese.

Visse la battaglia contro la legge truffa come una vittoria dei valori costituzionali e dei futuri sviluppi della democrazia, comprendendovi il risultato del referendum sul divorzio del 1972.

Nelle conclusioni alle riflessioni sulla sua attività, Zanfagnini sottolineò come fosse “importante e intima soddisfazione morale per lui essersi trovato sempre sulla trincea della democrazia nella resistenza (ancor quando apparteneva alla DC) per sostenere la necessità del comando unico tra le due formazioni partigiane in nome dell’unità della lotta antifascista”.

E si trovò sulle trincee della democrazia in tutte le battaglie politiche dopo la liberazione: il referendum sulla Repubblica, la Costituente, fu contro il Fronte Democratico Popolare e poi contro la legge truffa.

Fu, come scrisse, “dalla parte della Democrazia e quindi del socialismo, convinto di aver risposto alla sua coerenza morale e politica”.

Quanto riportò nel 1977 conserva avere ancor oggi una sua attualità: i grandi problemi del Paese, come quello della casa per i meno abbienti, la speculazione edilizia, il degrado dell’ambiente e del paesaggio, il sistema fiscale iniquo, l’abbassamento del livello della scuola, il problema della criminalità.

Ne è derivata una società utilitaristica vissuta all’insegna dello spreco e del più smaccato consumismo, in cui si insegue il denaro ad ogni costo, non si conosce il senso del dovere e si ignorano i valori morali che si identificano con il rispetto della persona umana”.

La generazione di Zanfagnini e dei combattenti per la libertà ha considerato il proprio impegno come un punto di partenza che doveva consegnare ai più giovani, alle generazioni future la strada da seguire.

E’ la nostra vita, il nostro modo di essere, la nostra attività politica ed amministrativa che può dare un significato al loro impegno, ai loro ideali.

Dipende da noi farne vivere la memoria o farli morire per sempre.

E’ una sconfitta anche nostra, delle istituzioni repubblicane che questa generazione ha contribuito a costruire se verrà meno la memoria collettiva sulle pagine straordinarie scritte dai protagonisti di quegli anni.


domenica 25 gennaio 2009

Federalismo fiscale: l'intervento di Pegorer

"Il voto di astensione del gruppo del PD sul federalismo fiscale è il risultato, tra l'altro, di un confronto aperto tra maggioranza e opposizione, che ha consentito di realizzare profonde modifiche all'impostazione originaria del governo. Si è passati, infatti, da un modello di federalismo egoistico a un modello più solidale.
Sono stati ottenuti dei risultati, perché una forza politica responsabile quale è il PD non si è sottratta a un confronto di merito. Permangono indubbiamente criticità e incertezze su alcuni punti: il tema della copertura finanziaria del provvedimento, la necessità che si apra immediatamente la discussione sulla riforma del Parlamento con l'istituzione della Camera delle Regioni e la riduzione del numero dei parlamentari, nonché l'avvio dell'esame dei provvedimenti legislativi relativi alla Carta delle Autonomie.
Il successivo passaggio alla Camera consentirà di verificare ulteriormente la disponibilità della maggioranza al confronto per migliorare ancora di più il testo e per affiancare a questo lavoro gli ulteriori interventi per le riforme istituzionali del Paese.
Si segnala infine che il testo approvato al Senato mantiene nella sostanza le prerogative proprie delle Regioni a Statuto speciale, con l' introduzione di ulteriori spazi di intervento sul fronte dello sviluppo e del concorso nelle politiche di razionalizzazione della spesa pubblica."

Sen. Carlo Pegorer

sabato 17 gennaio 2009

Incontro "Abitare Consapevole

Vi giro l'interessante segnalazione:

buongiorno a tutti,
volevo segnalarvi che LUNEDI' 19 gennaio, alle ore 20,30, presso la sala della ex scuola elementare di Pavia,
si terrà un incontro pubblico incentrato sul risparmio e l'efficenza energetica degli edifici;
l'evento è stato organizzato dall'Agenzia Provinciale per l'Energia (APE) e dall'associazione Legambiente del FVG a cui ha
dato il proprio patrocinio il Comune di Pavia di Udine;
l'incontro comprenderà la proiezione di un breve DVD dal titolo "Abitare consapevole" a cui seguiranno alcune riflessioni in merito
ai consumi energetici delle nostre abitazioni, alle loro dispersioni, alle possibilità di risparmio ed alle modalità di utilizzo di fonti energetiche rinnovabili;
mi pare che l'argomento è di "scottante" attualità in tempi di, chiusura del "grande rubinetto" del gas, ipotesi di ritorno al nucleare ed infine taglio degli incentivi sul risparmio energetico, solo per fare qualche esempio,
mandi,
mauro d'odorico

scarica il volantino

giovedì 8 gennaio 2009

Da Walter Veltroni

Caro Raffaele,

grazie della lettera che mi hai inviato e delle parole di incoraggiamento. E grazie, soprattutto, per il contributo di idee e passione che traspare dalle vostre proposte sul tema della "questione morale".

Il Partito Democratico è nato innanzitutto per cambiare la politica e quindi il Paese. E' quello che abbiamo detto al Lingotto e a Spello, che hanno detto milioni e milioni di persone in occasione delle primarie, della bellissima campagna elettorale e della straordinaria manifestazione del Circo Massimo.

La nostra sfida è quella di far vivere davvero quello spirito, quei valori e quegli ideali nella vita quotidiana del Partito, nelle sue scelte concrete. E' una sfida impegnativa ma è necessario fare il possibile per vincerla. Non tanto per noi, quanto per il Paese, che sta attraversando una crisi sempre più grave, per la quale il governo si rivela ogni giorno sempre più inadeguato.

Buon lavoro! Walter Veltroni

lunedì 22 dicembre 2008

Per un risveglio civile della democrazia italiana

Al Segretario del Partito Democratico
On. Walter Veltroni

Il Partito Democratico è una possibilità, un'occasione che ci viene data, che viene data all'Italia, per ridare dignità alla politica.
Quando più di un anno fa abbiamo cominciato, anche nel nostro piccolo Circolo locale, a spendere tempo ed energie per far sì che questa possibilità potesse darsi, non eravamo degli entusiasti inconsapevoli pronti a credere all'idea che un nome nuovo avrebbe cancellato la realtà di una politica impoverita e svilita da disimpegno, superficialità ed egoismi.
Sapevamo che cominciare era la parte più facile, più leggera, più gratificante. Sapevamo che una possibilità che si presenta è integra, pulita e piena di sé, ma che la politica non è solo affacciarsi di occasioni, di speranze, di sogni. Sapevamo che la politica è l'impegno e la fatica affinché le possibilità si realizzino, divengano vita di una comunità. Sapevamo allora e oggi ne siamo ancor più convinti che il Partito Democratico non è nato per evitare che fatti come quelli accaduti in questi mesi in Abruzzo, in Campania o in Basilicata accadessero.
Il Partito Democratico è nato per affrontare questo malessere della politica italiana, è nato perché ci fossero persone pronte a riaffermare difronte a questi fatti che la politica democratica, non è solo rispetto della legalità, ma è governo per il bene comune, è assunzione di responsabilità, trasparenza dell'agire e partecipazione alle decisioni.

Noi membri del Circolo del Partito Democratico di Pavia di Udine non vogliamo fermarci ad un'ipocrita ed indifferente attesa, più o meno garantista, dei processi giudiziari. Per questo motivo chiediamo che ciò che sta accadendo indichi il tempo e la situazione per metter mano al degrado etico della politica e per concretizzare la possibilità di risveglio civile della democrazia italiana.
Se il Partito Democratico è realmente una nuova politica e non una vecchia retorica, si impegni in questo compito e non si nasconda dietro strategie attendiste o frasi di circostanza. Per questo è nato e per questo merita il nostro tempo, le nostre energie e il nostro appassionato e consapevole entusiasmo.

Un saluto cordiale.

Il Coordinatore del
Circolo locale del Partito Democratico
di Pavia di Udine
Raffaele Fabris