venerdì 22 maggio 2009
domenica 17 maggio 2009
Pavia Democratica sostiene la candidatura di Debora Serracchiani al Parlamento Europeo
con la mia candidatura alle elezioni Europee ho deciso di accettare la sfida per il rinnovamento della politica e del Partito Democratico.
Un obiettivo impegnativo ma affascinante richiede però anche ingenti risorse finanziarie.
Un obiettivo che possiamo raggiungere se ciascuno di noi si impegna in prima persona.
Sono quindi a chiedere il vostro sostegno economico alla mia candidatura.
So che molti di voi sono già impegnati, anche economicamente, nella campagna elettorale per le elezioni amministrative, ma se sarete in molti, anche con piccole cifre, sarà possibile per me dare voce in maniera più efficace a quelle migliaia di persone che mi hanno manifestato il loro appoggio.
Il mio impegno sarà, comunque, quello di rendicontare in modo trasparente tutti i contributi e tutte le spese.
Per dare il tuo contributo economico direttamente online puoi cliccare sul
e verrai reindirizzato al più famoso e sicuro sistema di pagamento online
tramite la tua Carta di Credito.
In alternativa, puoi entrare nel medesimo sistema di pagamento dal mio sito web www.serracchiani.eu alla pagina CONTRIBUISCI.
Per verificare che non si tratta di link fraudolenti puoi chiamare il numero ![]()

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0432-531173![]()
Le donazioni online non sono detraibili fiscalmente se desideri fare donazioni con la detrazione di seguito ci sono le indicazioni:
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03127 12300
CC2240000609
Presso: UNIPOL Udine
Causale: “Erogazione liberale L.2/97 per Debora Serracchiani”
e codice fiscale di chi effettua il versamento.
Grazie per il vostro sostegno
Debora Serracchiani
mercoledì 6 maggio 2009
Le proposte del Partito Democratico per il Comune di Pavia di Udine
Democrazia partecipativa - Per evitare che le ricchezze peculiari del nostro territorio e delle nostre comunità non si perdano nell'anonimato di un mondo globalizzato e sovra informatizzato, è necessario costruire percorsi di partecipazione alle scelte politiche. Rendere i Cittadini protagonisti del proprio Comune:
- attraverso una riconsiderazione generale del territorio come può essere una Variante generale del PRG. Si tratta opera necessaria, che può essere occasione di coinvolgimento dei cittadini in un processo di riappropriazione del territorio da parte delle comunità;
- attraverso spazi adeguati di incontro, in particolare attraverso:
- la realizzazione di un auditorium adeguato alle dimensioni del nostro comune. Manca infatti uno spazio di aggregazione che possa raccogliere un assemblea di 300/400 persone. Ci sembra inoltre che lo spazio delle ex caserme di Pavia di Udine si presti per poter ospitare una struttura di questo tipo, magari all'interno un progetto complessivo di riconversione dell'area;
- la realizzazione di un centro civico da destinare alle forme di aggregazione sociale e all'associazionismo nella zona orientale del comune. Una struttura simile a quella delle Ex Scuole di Pavia di Udine è necessaria a Risano (nelle ex scuole elementari) o a Lumignacco (presso l'ex cinema adiacente al nuovo parcheggio delle scuole elementari);
- attraverso tavoli di confronto non generici e ingessati, ma aperti e dinamici. Come ad esempio dei focus-group su temi specifici come alcune particolari problematiche ambientali o come la realizzazione di un'opera pubblica o di una iniziativa innovativa.
Solidarietà - Le politiche sociali del Comune – in un contesto di aumento delle presenze di nuove famiglie, di invecchiamento della popolazione e, non ultimo, di crisi economica – devono potenziare la loro capacità di solidarietà:
attraverso la realizzazione di servizi per la prima infanzia:
- l'asilo nido anche modificando l'ipotesi già formulata;
- in alternativa (se l'ipotesi asilo nido fosse impraticabile) o ad integrazione di esso promuovendo servizi integrativi o sperimentali coinvolgendo il privato sociale e le famiglie (anche in forme associate);
- attraverso il potenziamento del coordinamento svolto dall'Ambito Socio Assistenziale e la redazione di un “Regolamento di Assistenza Sociale” che riorganizzi gli strumenti del Servizio di competenza comunale.
Politiche sovra-comunali – È necessario che l'Amministrazione comunale si faccia carico di una dimensione di territorio più ampia proseguendo nelle direzione della collaborazione con i Comuni vicini.
- In particolare va rilanciato lo sviluppo di nuove collaborazioni con il Comune di Udine e gli altri Comuni dell'hinterland sull'esempio del “Patto per un Sistema Urbano Sostenibile”.
Politiche ambientali – Il territorio comunale presenta una molteplicità di ricchezze e problematiche ambientali. In particolare è necessario:
- rispondere alle emergenze ambientali del territorio comunale (elettrodotto, qualità dell'aria e dell'acqua di falda... ) anche attraverso l'attivazione di percorsi di Agenda 21;
- migliorare/potenziare la raccolta differenziata dei rifiuti;
- potenziare la viabilità sicura e sostenibile (ad esempio la realizzazione della pista ciclabile sulla tratta Pavia-San Mauro-Percoto o di una variante viaria a Persereano che escluda il traffico pensante dal centro del paese);
- promuovere in modo diretto e indiretto azioni in campo energetico sia mirate al contenimento dei consumi che alla produzione attraverso fonti alternative.
Pavia di Udine, 24 aprile 2009
“Pavia Democratica”
giovedì 16 aprile 2009
Appuntamenti
proposte per il miglioramento
dedicato al progetto di "realizzazione dell'elettrodotto
Udine Ovest-Redipuglia"
ore 16,00 presso il Castello di Udine, salone del Parlamento
Martedì 21 aprile
domenica 15 marzo 2009
Assemblea di Circolo: mercoledì 25 marzo '09

e alla costituzione del Circolo “Pavia Democratica”
Cara amica e caro amico,
è passato più di un anno dalla costituzione del Circolo di Pavia di Udine del Partito Democratico. Il 9 febbraio 2008 abbiamo scelto di dare gambe anche nel nostro territorio alla speranza di ridare alle persone il protagonismo della politica e alla politica la forza di proseguire il cammino verso la democrazia.
È stato un anno difficile che ha fiaccato i primi entusiasmi e che ci costringe a declinare e a riscoprire la categoria di “resistenza” in contesti diversi da quelli in cui eravamo abituati a collocarla pensando alla nostra storia democratica.
Il rispetto della vita e della libertà di ogni uomo e il diritto di ciascuno a partecipare al governo della comunità in cui vive, oggi, non sono minacciati da totalitarismi violenti e prevaricatori, ma da demagogie, populismo, indifferenza e individualismo che svuotano i valori di uguaglianza, libertà e solidarietà.
Il Partito Democratico sta affrontando questa crisi – anche al proprio interno – investendo sulla capacità delle persone di ridestarsi dall'indifferenza, di scegliere il bene proprio e della comunità e di produrre proposte di progresso e rinnovamento. Per questo il PD sceglie la strada della trasparenza e del coinvolgimento.
L'Assemblea di mercoledì 25 marzo sarà proprio l'occasione per confrontarci sui temi che più urgentemente ci chiamano a prendere posizione: le prossime elezioni (le amministrative nel nostro Comune in particolare), il cammino verso il Congresso del Partito, le scelte e le proposte fatte per rispondere alla crisi economica.
Ti chiediamo di esserci per conoscere i passi fatti fin ora e portare il tuo contributo. Un saluto cordiale.
Pavia di Udine, 13 marzo 2009
Raffaele Fabris
mercoledì 4 marzo 2009
Umberto Zanfagnini: ricordo di un democratico
Cercherò di ricordare l’attività politica di Umberto Zanfagnini sulla base delle testimonianze che ci ha lasciato e ne delineano la forte dirittura morale soprattutto a quanti, come me, non l’hanno direttamente conosciuto.
Fu un protagonista della resistenza, un uomo politico impegnato con personalità di primo piano della lotta di liberazione e del dopoguerra, un professionista serio e preparato, uomo sensibile e discreto.
Quando morì nel 1984 Loris Fortuna lo definì “specchio della severità, del rigore e dell’onestà dei socialisti friulani”.
La storia di Umberto è la storia della generazione protagonista della lotta di liberazione, dei CNL e del grande impegno per costruire le basi democratiche della Repubblica Italiana uscita dalle prove laceranti del fascismo e della guerra .
La sua storia è comune a personalità importanti della resistenza che egli ebbe la fortuna di conoscere e frequentare come Parri, Calamandrei, Codignola, Greppi e di figure come Giovanni Cosattini, Sindaco di Udine e Presidente del CNL che egli definì “mio maestro di socialismo e democrazia”. Da membro del CNL provinciale militò inizialmente nella Democrazia Cristiana, un’esperienza vissuta come impegno per la “liberazione dell’uomo e per una profonda trasformazione sociale” e se ne allontanò quando percepì che settori importanti del partito tendevano al rinvio dell’elezione della Costituente e del referendum istituzionale, prolungando il regime luogotenenziale e puntando alle sole consultazioni amministrative per sostituire le giunte nominate dai Comitati di liberazione nazionale.
Da questa riflessione, più che dalle valutazioni figlie di quel periodo storico, che Zanfagnini fece sull’allontanamento della DC dal “messaggio cristiano e dalla vera rappresentanza operaia e popolare dell’esperienza sturziana”, emerge una sintonia con Piero Calamandrei, uno dei grandi protagonisti dell’Assemblea costituente che, in un discorso pronunciato in Piazza santa Croce a Firenze il 14 ottobre 1945, metteva in guardia sui pericoli che venivano portati proprio alla Costituente “da coloro che la temono, perché sanno che porterà la repubblica, l’autonomia regionale, lo Stato decentrato e una democrazia vera e piena , basata non soltanto sui diritti politici del cittadino, ma anche sui diritti sociali del lavoro, primo titolo di dignità umana e di libertà morale. C’è gente timorosa che non ha il coraggio di opporsi a viso aperto alla Costituente: oggi a parole tutti sono per la Costituente, come a parole tutti sono democratici …” Pochi giorni prima Zanfagnini rassegnò le dimissioni dalla DC e aderì al Partito Socialista di Gino Pieri, Felice Feruglio, Carlo Pignat, Ernesto Piemonte, per citarne alcuni, pur evidenziando le doti, i valori autentici e gli ideali di figure come Tiziano Tessitori. Ebbe più volte modo di sottolineare come la conquista della libertà si fosse raggiunta grazie all’alleanza e alla solidarietà di forze politiche diverse, talvolta divise sulle prospettive dell’assetto statuale del confine orientale, ma accomunate dalla volontà di riscattare l’Italia dal fascismo.
Umberto Zanfagnini, pur essendo fautore di una politica dei socialisti autonomista, già dopo il 1948 definì come errori imperdonabili per il futuro del riformismo italiano sia il patto del Fronte popolare democratico Popolare con il PCI, che la scissione di palazzo Barberini del 1947.
L’anno successivo entrò in parlamento, unico in rappresentanza del movimento socialista friulano, dal momento che i candidati eletti dal Fronte furono quelli di estrazione comunista.
L’”anima irrequieta e ribelle”, come fu definita, di Umberto emerse sulla contrarietà alla cosiddetta legge “truffa” del 1953 che lo portò a dar vita a Unità Popolare, promossa da molti azionisti come Parri e Calamandrei che si opposero con ogni mezzo al “disegno conservatore e reazionario” della modifica del sistema elettorale, come ebbe modo di definirlo e che costituisce la parte preponderante del suo libro “una battaglia democratica e socialista”, uscito nel 1977.
In esso viene riportato anche il discorso tenuto alla Camera dei Deputati il 16 gennaio 1953, nel quale lucidamente spiegò le ragioni, molto attuali, della sua contrarietà alla legge, contestando il ricorso al voto di fiducia chiesto dal Governo, visto come “lesione della libertà e sovranità della Camera su una materia, quella elettorale, rispetto alla quale l’esecutivo doveva mantenersi estraneo”.
Zanfagnini manifestò la propria contrarietà ad alterazioni al sistema elettorale a vantaggio di uno schieramento e denunciò la sudditanza alla DC dei Socialdemocratici, ma anche dei partiti laici eredi della tradizione risorgimentale, sul principio di difesa delle regole democratiche sancite dalla carta costituzionale.
Dopo l’uscita dal PSDI e l’adesione a Unità Popolare, che adottò per le elezioni il simbolo delle società operaie delle due mani che si stringono, Zanfagnini condusse una campagna elettorale senza organizzazione di partito, e contribuì anche con il successo della nuova formazione politica in Friuli a non far scattare il premio di maggioranza che avrebbe comportato uno scarto di ben 170 seggi tra maggioranza ed opposizione.
Anche nel momento della sua affermazione in Friuli e del forte calo dei consensi del PSDI, Zanfagnini ebbe parole di grande stima e considerazione verso Giovanni Cosattini candidato dei Socialdemocratici, visto “come una figura di uomo e socialista consacrata alla storia del movimento operaio e dell’epopea della resistenza”.
Confluì con buona parte degli azionisti nel PSI, accolto da Fermo Solari e interpretò negativamente le prospettive del socialismo riformista italiano di fronte alle divisioni, fratture, scissioni dal 1947 in poi, interpretate come storia di un declino che si sarebbe dovuto evitare nell’interesse delle prospettive politiche del nostro Paese.
Visse la battaglia contro la legge truffa come una vittoria dei valori costituzionali e dei futuri sviluppi della democrazia, comprendendovi il risultato del referendum sul divorzio del 1972.
Nelle conclusioni alle riflessioni sulla sua attività, Zanfagnini sottolineò come fosse “importante e intima soddisfazione morale per lui essersi trovato sempre sulla trincea della democrazia nella resistenza (ancor quando apparteneva alla DC) per sostenere la necessità del comando unico tra le due formazioni partigiane in nome dell’unità della lotta antifascista”.
E si trovò sulle trincee della democrazia in tutte le battaglie politiche dopo la liberazione: il referendum sulla Repubblica, la Costituente, fu contro il Fronte Democratico Popolare e poi contro la legge truffa.
Fu, come scrisse, “dalla parte della Democrazia e quindi del socialismo, convinto di aver risposto alla sua coerenza morale e politica”.
Quanto riportò nel 1977 conserva avere ancor oggi una sua attualità: i grandi problemi del Paese, come quello della casa per i meno abbienti, la speculazione edilizia, il degrado dell’ambiente e del paesaggio, il sistema fiscale iniquo, l’abbassamento del livello della scuola, il problema della criminalità.
“Ne è derivata una società utilitaristica vissuta all’insegna dello spreco e del più smaccato consumismo, in cui si insegue il denaro ad ogni costo, non si conosce il senso del dovere e si ignorano i valori morali che si identificano con il rispetto della persona umana”.
La generazione di Zanfagnini e dei combattenti per la libertà ha considerato il proprio impegno come un punto di partenza che doveva consegnare ai più giovani, alle generazioni future la strada da seguire.
E’ la nostra vita, il nostro modo di essere, la nostra attività politica ed amministrativa che può dare un significato al loro impegno, ai loro ideali.
Dipende da noi farne vivere la memoria o farli morire per sempre.
E’ una sconfitta anche nostra, delle istituzioni repubblicane che questa generazione ha contribuito a costruire se verrà meno la memoria collettiva sulle pagine straordinarie scritte dai protagonisti di quegli anni.
domenica 25 gennaio 2009
Federalismo fiscale: l'intervento di Pegorer
Sono stati ottenuti dei risultati, perché una forza politica responsabile quale è il PD non si è sottratta a un confronto di merito. Permangono indubbiamente criticità e incertezze su alcuni punti: il tema della copertura finanziaria del provvedimento, la necessità che si apra immediatamente la discussione sulla riforma del Parlamento con l'istituzione della Camera delle Regioni e la riduzione del numero dei parlamentari, nonché l'avvio dell'esame dei provvedimenti legislativi relativi alla Carta delle Autonomie.
Il successivo passaggio alla Camera consentirà di verificare ulteriormente la disponibilità della maggioranza al confronto per migliorare ancora di più il testo e per affiancare a questo lavoro gli ulteriori interventi per le riforme istituzionali del Paese.
Si segnala infine che il testo approvato al Senato mantiene nella sostanza le prerogative proprie delle Regioni a Statuto speciale, con l' introduzione di ulteriori spazi di intervento sul fronte dello sviluppo e del concorso nelle politiche di razionalizzazione della spesa pubblica."